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The Basento Valley: a natural laboratory to understand the mechanics of earthflows

Urciuoli Gianfranco Comegna Luca Di Maio Caterina Picarelli Luciano
Articolo Immagine
ISSN:
0557-1405
Rivista:
Rivista Italiana di Geotecnica
Anno:
2016
Numero:
1
Fascicolo:
Rivista Italiana di Geotecnica N. 1/2016

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La valle del Basento: un laboratorio naturale per comprendere i meccanismi delle colate di argilla  
Le colate di argilla sono le frane più diffuse in Italia meridionale e coinvolgono in modo estensivo i depositi di argille consistenti tettonizzate e fessurate di elevata plasticità che costituiscono la frazione pelitica delle formazioni a struttura complessa della catena appenninica (Argille Varicolori e Flysch Rosso).Questo articolo presenta all’interno di un quadro unitario i caratteri della franosità della Valle del Basento (un’ampia area dell’Appennino) attraverso i risultati del monitoraggio di alcuni siti pilota, in cui sono state rilevate, studiate e messe sotto osservazione strumentale cinque colate di argilla. I risultati del monitoraggio (di piogge, pressioni interstiziali, spostamenti superficiali e profondi) evidenziano differenti comportamenti di zone diverse di ogni singola frana e la forte relazione esistente fra gli aspetti morfologici e quelli cinematici. I dati del monitoraggio indicano che talvolta il movimento avviene in condizioni non drenate o parzialmente tali, con conseguente sviluppo di sovrappressioni interstiziali, che influenzano in maniera significativa il tipo di movimento e la stabilità. Le osservazioni riportate in questo articolo sono coerenti con le fasi del movimento delle colate di argilla classificate e descritte nella letteratura scientifica (fra gli altri: GUIDA e IACCARINO, 1991). Subito dopo l’innesco, i terreni del corpo di frana sono fortemente ammorbiditi, tanto da avere l’aspetto di un fluido viscoso (processi di natura sia meccanica che chimica possono essere responsabili del forte decadimento meccanico); di conseguenza la frana assume la forma di una colata. Durante le fasi successive, il terreno consolida diventando più rigido e il modo con cui la frana si muove cambia in maniera significativa, passando dal flusso viscoso allo scorrimento di un corpo rigido su una superficie di rottura.

Earthflows in tectonized clay shales are widespread in the Apennine Chain of Southern Italy. This paper aims to outline their most significant features, on the basis of the results of a study carried out in the high Valley of the Basento river. In particular, the results of displacement and pore pressure monitoring allow to outline a general framework of the earthflow mechanisms, highlighting the strong relationship between morphological aspects, kinematic behaviour and slope stability conditions, and showing the important role of pore pressures. It is shown that after triggering, the soil mass is so softened to behave as a viscous medium: the movement of the landslide body has the features of a flow from moderate to rapid [CRUDEN and VARNES, 1996]. During the following stages, the soil becomes progressively stiffer and stiffer, while its displacements become slow or extremely slow and the movement type from flow turns to sliding.

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