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Impariamo dagli errori del passato: il caso della galleria Monte Zucco

Lunardi Pietro
Articolo Immagine
ISSN:
0393-1641
Rivista:
Gallerie e grandi opere sotterranee
Anno:
2017
Numero:
123
Fascicolo:
Gallerie e grandi opere sotterranee N.123/2017

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Ricordare i successi e i progressi conseguiti nei lavori di tunnelling è importante perché aumenta la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità tecniche. È però altrettanto e forse ancor più importante rammentare e analizzare gli insuccessi patiti, perché possono essere lezioni insostituibili per evitare errori che possono avere conseguenze anche gravi per il futuro. Il caso del foro pilota della galleria Monte Zucco qui riportato è emblematico: l’avanzamento con una fresa aperta da 3,7 m di diametro avveniva senza particolari problemi entro un ammasso roccioso apparentemente di discreta qualità, quando alla rimessa in moto della macchina, dopo la consueta pausa del fine settimana, si verificava un improvviso rifluimento di materiale sciolto saturo d’acqua, che spingeva l’attrezzatura di scavo a ritroso per un tratto di 56,5 m, mettendola completamente fuori uso e causando il decesso di uno degli operatori. Ricordare e analizzare questo episodio in questo contesto credo che possa essere di monito e insegnamento per tutti coloro che giornalmente operano in sotterraneo con macchine da scavo.

Let’s learn from past errors: the experience of Monte Zucco Tunnel. 

Recalling the achievements and progress made in the past in tunneling works is important because it increases our confidence in ourselves and our technical skills. It is equally and perhaps even more important to recall and analyze suffered failures, because they can be irreplaceable lessons to avoid mistakes that may have serious consequences for the future as well. The case of the pilot tunnel of the Monte Zucco tunnel here is emblematic: advancement with a 3.7 m diameter open TBM took place without any particular problems within an apparently discreet rocky cluster when the machine started up after the usual week-end break, a sudden reflux of molten loose water occurred, pushing the excavation equipment backwards for a length of 56.5 m, putting it completely out of use and causing the death of one of the operators. Recalling and analyzing this episode in this context I believe it can be of warning and teaching for all those who daily operate underground with TBMs.

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