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Il volume intende proporre il fenomeno del turismo legato alla musica in tre diverse chiavi di lettura: quella storica, che vede gli ultimi tre secoli caratterizzati da movimenti di persone interessate alla produzione o all’ascolto di eventi musicali; quella geografica, che indaga la distribuzione sulla superficie terrestre di tali movimenti, dei paesaggi musicali e del loro raggio d’azione territoriale; quella didattica, che analizza gli spostamenti generati da esigenze di formazione strumentale, esperienze orchestrali, scambi culturali, viaggi di studio. Può quindi un evento musicale dar vita a un fenomeno di migrazione intellettuale? Il turismo musicale trova i suoi fondamenti sia nell’analisi dei rilevanti flussi ad esso espressamente connessi, sia nel rilievo di particolari forme musicali legate al territorio o di eventi di settore che ne rappresentano gli elementi di richiamo. Dal punto di vista storico, e particolarmente nel panorama ottocentesco, esso era creato intorno a un evento di particolare interesse, investigabile attraverso le cronache giornalistiche, gli epistolari privati, i documenti d’archivio, le guide per i viaggiatori, la realizzazione di edizioni musicali (in riduzione per pianoforte) e la loro circolazione. Poiché ogni territorio è caratterizzato da un paesaggio fisico ma anche antropico, il suo heritage musicale è divenuto di recente oggetto di rinnovato interesse in indagini geografiche che analizzano i caratteri dei luoghi e i contesti culturali generati da suoni e musica, descrivibili anche con inedite rappresentazioni cartografiche. Oggi il turismo musicale ruota intorno a festival, rassegne, concorsi, convegni, corsi di specializzazione, spesso di portata internazionale. Quanto all’ambito scolastico si assiste ad una affermazione di proposte legate ad attività didattiche che coinvolgono la musica: l’organizzazione di eventi o la partecipazione a manifestazioni, sovente in location turistiche di pregio paesaggistico e architettonico, hanno come scopo la crescita degli studenti anche sotto il profilo musicale e rappresentano un fenomeno che in Italia sta acquisendo diffusione crescente.
È Professoressa associata in Musicologia e storia della musica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; si occupa di cultura musicale fra Settecento e Ottocento, con particolare attenzione alla storia della formazione, delle istituzioni, della musica coreutica, dell’editoria, del collezionismo.
È docente di Geografia economico-politica presso la Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sedi di Milano e di Brescia. È stato docente di Geografia dei Trasporti presso l’Università degli Studi di Genova e di Trasporti e Geografia del Turismo del corso di laurea in Attività Turistiche e di Valorizzazione Culturale del Territorio presso l’Università Cattolica di Brescia. È autore di numerosi saggi sui sistemi turistici di trasporto in Italia ed all’estero, pubblicati su varie riviste di settore e, in particolare, sul sistema turistico del Verbano-Cusio-Ossola, sul quale ha prodotto numerose ricerche monografiche su vari aspetti del patrimonio attrattivo e dei sistemi ricettivi. La sua attività di ricerca riguarda, più in generale, i temi della Geografia umana, economica e politica.
È Ricercatrice di Geografia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nell’ambito della Geografia del Turismo (in particolare sul rapporto tra i luoghi e il turismo musicale); Geografia e itinerari culturali; Geografia e paesaggio/agricoltura. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, svolge attività di docenza nei corsi di Geografia Umana, Geografia Economica, Didattica della Geografia e Laboratorio GIS.
Già docente di pianoforte presso il Liceo classico musicale “B. Zucchi” di Monza, Coordinatrice delle Scuole Medie ad Indirizzo Musicale (SMIM) per la provincia di Milano, è Docente a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e di Brescia, ha condotto ricerche presentate in convegni e pubblicate su riviste scientifiche dei settori musicale e geografico.
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