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Historical climatology research: the concept of “climate change” over time

Iafrate Luigi Stanislao Esposito Beltrano Maria Carmen
Articolo Immagine
ISSN:
2038-5625
Rivista:
Italian Journal of Agrometeorology
Anno:
2017
Numero:
2
Fascicolo:
Italian Journal of Agrometeorology N.2/2017
DOI:
10.19199/2017.2.2038-5625.053

Molti sono i lavori sui cambiamenti del clima realizzati da studiosi e ricercatori, sia in Italia che all’estero, dai tempi antichi sino ad oggi. Assai folto è il numero di coloro che hanno contribuito al dibattito scientifico e storico su quest’argomento, fin dall’antichità classica. Nella seconda metà del XVII secolo, poi, scienziati italiani di formazione galileiana tentarono di studiare il cambiamento climatico allora in atto nella Penisola e in Europa, monitorandolo attraverso un’apposita rete di misure, che rappresenta storicamente il primo Servizio meteo-climatologico della storia (1654). I secoli successivi si caratterizzano per una ricca sequenza di opere originali sui climi del passato, a partire dai contributi di scienziati e ricercatori di età illuministica, che, grazie ai loro studi pionieristici, precorsero l’approccio multi ed interdisciplinare della moderna Climatologia Storica, la cui nascita ed affermazione come scienza data però soltanto dalla seconda metà del XIX secolo. 

Parole chiave: Cambiamenti climatici, Climatologia Storica, Italia, Paesi esteri.

Il potenziale idrico del suolo (SWP) rappresenta una variabile che, se correttamente misurata, può consentire di incrementare l’efficienza irrigua a scala di campo. Attualmente sul mercato esistono diversi tipologie di strumenti capaci di fornire misure in situ di SWP, le cui caratteristiche di affidabilità e accuratezza sono largamente riconosciute nella letteratura scientifica internazionale. Il SWP, se confrontato con valori soglia (PT) del potenziale idrico, specifici per ciascuna tipologia di coltura e di suolo, può essere utile per stabilire il momento esatto dell’intervento irriguo. I valori di PT rappresentano il limite di SWP al di sotto del quale la coltura inizia a manifestare i primi sintomi di stress idrico dovuti alla diminuzione della disponibilità di acqua nel suolo. In letteratura sono riportati numerosi esperimenti volti ad una gestione sostenibile dell’irrigazione basta sul monitoraggio del SWP tramite vari strumenti di misura e l’adozione di specifiche soglie (PT). L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di estrarre dalla letteratura scientifica disponibile indicazioni e regole che gli agricoltori possano adottare per una gestione dell’irrigazione basata sulla misura del potenziale idrico del suolo (SWP). Nello specifico il lavoro si è focalizzato sulla ricerca e l’analisi: i) delle principali e più diffuse tipologie di strumenti di misura del SWP, considerando le loro potenzialità e criticità di utilizzo; ii) dei principali fattori che devono essere valutati nell’installazione dei dispositivi di monitoraggio del SWP (selezione dei punti del campo più idonei all’installazione, profondità dell’installazione, metodo irriguo, ecc.); iii) dei valori di soglia (PT) derivati da 76 lavori presenti in letteratura e condotti in contesti colturali differenti (in termini di specie e varietà coltivata, tessitura del suolo, tecnica irrigua) e con strumenti di misura e profondità di installazione diversi; iv) delle criticità principali alla diffusione di questa tecnologia. 

Parole chiave: Potenziale idrico del suolo, soglia di potenziale idrico del suolo, tensiometro, sensore di potenziale idrico, risparmio idrico, gestione irrigua.