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Considerazioni paleoecologiche su di un affioramento fossilifero storico del bacino di Siena

Naldi Francesco
Articolo Immagine
ISSN:
0028-0658
Rivista:
Natura & Montagna
Anno:
2016
Numero:
2
Fascicolo:
Natura & Montagna N.2/2016

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Siena ed i suoi affioramenti hanno costituito – e continuano a costituire – una delle aree fossilifere più importanti d’Italia ed una delle principali zone per lo studio della biodiversità italiana nel Pliocene, con pubblicazioni al riguardo esistenti già dal XVIII e XIX secolo (Caluri, 1767; De Stefani & Pantanelli, 1878). Il recente impulso da parte di paleontologi e zoologi, nell’analisi della biodiversità e dei rapporti filogenetici all’interno del phylum Mollusca sia nelle successioni plioceniche che nei mari attuali (fra gli altri Chirli, 1997; Della Bella & SCarPoni, 2007; BouChet et al., 2011) ha stimolato un rinnovato interesse per le località ormai storiche del territorio: in questa prospettiva è stato avviato questo primo progetto di descrizione e catalogazione di un affioramento all’interno di un’area classica per le analisi sulla diversità malacologica durante il Pliocene. Il progetto inoltre è volto alla valorizzazione del patrimonio fossile rinvenuto nelle successioni sedimentarie. Questa ricerca verte sull’analisi tassonomica e relative considerazioni paleoambientali di un affioramento situato in un areale considerato classico per lo studio della biodiversità del Pliocene italiano.

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