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Il complesso montuoso del Linas-Marganai un esempio di area SIC con gestione inadeguata

Aru Angelo Aru Francesco Tomasi Daniele
Articolo Immagine
ISSN:
0028-0658
Rivista:
Natura & Montagna
Anno:
2018
Numero:
1
Fascicolo:
Natura & Montagna N.1/2018

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Il lupo, un grande predatore di enorme importanza per la salute degli ecosistemi boreali, ha sempre originato numerosi dibattitti tra le parti interessate. L’ambito di discussione, dato l’impatto storico di questa specie selvaggia sulle comunità umane, trascende spesso i confini delle scienze naturali e si estende alla protezione della proprietà personale, o al livello di rispetto e comprensione naturalistica raggiunto da una società. Grazie alla tradizione culturale non scientifica, inoltre, questo animale è stato spesso considerato un’incarnazione del male, un predone ai margini della comunità animale che vive una vita inutile, peccaminosa e detestabile. Grazie ad una notevole riscoperta della sua importanza per la salute delle catene trofiche, e della sua intrinseca bellezza come animale selvaggio, il lupo, dopo decenni di timori, sta colonizzando nuovamente gli habitat naturali in ambienti antropizzati. Questo evento, altamente auspicato dai naturalisti impegnati nell’ecologia della conservazione, sta tuttavia rappresentando un nuovo motivo di conflitto a causa, soprattutto, dei danni alle attività zootecniche. L’arduo compito per gli ecologi è ora quello di trovare un compromesso tra la conservazione della specie lupo ed i legittimi interessi delle persone.