Funzione del munus reso alla res publica, in Roma il potere è concepito come riconoscimento del merito acquisito dal politico verso i concittadini, e dunque come premio alla responsabilità assunta nei loro confronti: è il principio ideale che traversa, come una sorta di fil rouge, tutta la storia dell’Urbe fino all’impero cristiano. A questo fondamento un altro se ne contrappone, di matrice marcatamente orientale, assorbito al tempo delle conquiste oltremare: per esso, viceversa, il potere è non responsabile perché originato dei gratia, come dono insindacabile del favore divino. Tra queste due nozioni si instaura un dibattito costante, a segnare il rapporto tra amministratori e amministrati, che possono esser cittadini o divenire sudditi. La dialettica tra queste due forme identitarie segnerà poi tutta la storia dell’Occidente fino almeno alla Rivoluzione Francese.
È professore emerito dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Ha tenuto il suo magistero a Sassari e Udine ed è stato docente presso l’Université de Paris IV - Sorbonne. È officier nell’Ordine delle Palmes Acadèmiques di Francia, Presidente della Deputazione di storia patria per le province di Romagna, socio dell’Accademia delle Scienze di Bologna, direttore della Rivista Storica dell’Antichità. Ultime pubblicazioni: La terra del Tramonto (Solferino 2026) e Le vie di Ercole (Il Mulino 2026).
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