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Il giardino nella letteratura europea fra i due secoli (1860-1920)

Pasquini Emilio
Articolo Immagine
ISSN:
0028-0658
Rivista:
Natura & Montagna
Anno:
2017
Numero:
1
Fascicolo:
Natura & Montagna N.1/2017

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Partendo da un succinto referto sulla valenza archetipica del giardino in quanto legato alla topica del locus amoenus, E.P. attraversa di slancio i tanti precedenti medievali, rinascimentali e sette-ottocenteschi, per concentrarsi sull’area italiana nel periodo proposto. La scelta è stata di rifuggire da un elenco meramente nomenclatorio e di puntare su tre autori esemplari, che risultano complementari, anche se non esaustivi di un panorama quanto mai multiforme. In Giovanni Pascoli, il giardino è connotato da una tensione memoriale che giunge, nel caso di Digitale purpurea, a prospettarsi come icona della tentazione o del peccato. Assai più variegata la tipologia del giardino in Gabriele D’Annunzio, fra una voluttuosa carica di sensualità e la coraggiosa polemica contro la speculazione edilizia che andava inghiottendo i giardini storici delle nostre città. Di tutt’altro genere la tipologia del giardino in Guido Gozzano, in quanto giocata su tonalità nostalgiche, specie nello sfondo agreste che domina nel poemetto La signorina Felicita ovvero la Felicità (1909).