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La Legge quadro sulle aree naturali protette (394/1991) è stata efficace nella conservazione della fauna selvatica?

Fraissinet Maurizio
Articolo Immagine
ISSN:
0028-0658
Rivista:
Natura & Montagna
Anno:
2021
Numero:
2
Fascicolo:
Natura & Montagna N. 2/2021

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Con l’entrata in vigore della legge 394 si inseriscono nelle finalità delle aree protette la tutela della fauna selvatica e degli equilibri ecosistemici, la promozione della ricerca scientifica e la possibilità di interventi per il riequilibrio faunistico nei parchi, anche mediante prelievi selettivi. Dopo 30 anni dall’entrata in vigore della legge il bilancio che si può trarre sulla tutela della fauna è indubbiamente positivo. In questi 30 anni in Italia non si è estinta alcuna specie di vertebrato terrestre. Specie iconografiche della fauna italiana hanno incrementato numericamente la popolazione sul territorio nazionale. Il Lupo è passato dai poco più di 100 esemplari degli anni ’70 ai circa 2000 attuali, con una distribuzione che copre ormai l’intera catena appenninica e ha raggiunto le Alpi; la Lontra, ridotta ai minimi termini all’inizio degli anni ’90 con pochi nuclei isolati, presenta oggi una distribuzione più ampia e continua; il Camoscio appenninico e lo Stambecco devono la loro salvezza alle azioni di salvaguardia dei parchi appenninici e alpini. Il ritorno di specie di uccelli estinti nel nostro paese, come il Gipeto sulle Alpi, il Grifone su Alpi e Appennini, il Falco pescatore sulle coste toscane, così come la riproduzione del Fenicottero e della Cicogna bianca sono solo alcuni dei casi più eclatanti di successo della conservazione dell’avifauna nelle aree naturali protette. A questo si aggiungano i tanti interventi di riequilibrio faunistico degli ecosistemi, le reintroduzioni di cervidi scomparsi da vaste zone dell’Appennino, la derattizzazione di alcune isole al fine di garantire la riproduzione di uccelli marini rari. Non mancano ovviamente criticità e difficoltà. Abbiamo ancora specie fortemente minacciate di estinzione, mancano all’appello importanti parchi nazionali come il Delta del Po e il Matese. Vanno aumentate nelle piante organiche le figure professionali con competenze naturalistiche.

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