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Una cartolina pascoliana del 1907 (Romagna)

Paganelli Leonardo
Articolo Immagine
ISSN:
1120-8856
Rivista:
Rivista Pascoliana
Anno:
2014
Numero:
26
Fascicolo:
Rivista Pascoliana N. 26/2014

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Il Pascoli scrisse due poesie intitolate Romagna: la prima, la più celebre, fu inclusa nelle Myricae; la seconda, la più breve, fu pubblicata nel 1907, come commento di una cartolina illustrata, opera del Golfarelli. In quest’ultima, è la Romagna personificata che parla, e si presenta come la regione in cui rimangono fino ad oggi le tracce della centuriazione romana, e i cui abitanti ancor oggi si nutrono dell’offa azzima, cara ai Romani (Verg. Aen. VII 112 ss.); la regione che conserva preziose vestigia dell’archeologia romana, come l’arco d’Augusto e il ponte di Tiberio a Rimini. Il poeta conclude evocando la pineta di Ravenna – ove forse Dante concepì la sua Commedia – e immaginando in quella pineta l’incontro surreale di due grandi Italiani esuli: lo stesso Dante e Garibaldi. Parole chiave: Pascoli, Romagna, Rimini, Dante, Garibaldi.

Pascoli wrote two poems entitled Romagna. The former and more renowned was included in his Myricae. The latter and shorter was published in 1907, as a sort of commentary of a picture made by Golfarelli. In the latter, Romagna personified is speaking and introducing herself. She is the country in which the traces of Roman centuriatio remain till now; the country whose inhabitants up today eat the Roman unleavened bread (Verg. Aen. VII 112 ff.); the country preserving precious vestiges of Roman archaeology, just like Augustus’ Arch and Tiberius’ Bridge in Rimini. Finally, Pascoli evokes Ravenna’s pine-wood (where perhaps Dante conceived his Comedia) and imagines a dream-like meeting of two great Italian exiles: that is to say, Dante himself and Garibaldi. Keywords: Pascoli, Romagna, Rimini, Dante, Garibaldi.

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