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Il seme dell’inquietudine da Pascoli a Caproni

Chella Anna
Articolo Immagine
ISSN:
1120-8856
Rivista:
Rivista Pascoliana
Anno:
2014
Numero:
26
Fascicolo:
Rivista Pascoliana N. 26/2014

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Il saggio mette in luce l’importanza della lezione pascoliana nella poesia di Giorgio Caproni, dalle prime prove poetiche fino alle ultime raccolte degli anni ’70 e ’80. Nel primo paragrafo, attraverso l’esame di alcuni saggi critici, interviste e documenti epistolari, vengono brevemente ripercorsi i giudizi di Caproni sulla figura di Pascoli: in essi ricorre significativamente il termine «inquietudine». Caproni considerava infatti il poeta di Myricae il primo autore ad aver introdotto nella lingua poetica italiana il «seme» del turbamento che avrebbe caratterizzato la poesia del Novecento. Attraverso alcuni riscontri testuali, il secondo e il terzo paragrafo del saggio mostrano come nella poesia di Caproni la lezione di «inquietudine» della parola pascoliana sia legata all’emergere di alcuni temi-chiave quali il tentato ritorno ai luoghi dell’infanzia e del passato, il viaggio, il colloquio con i morti. Il quarto paragrafo tenta di individuare alcuni degli strumenti espressivi attraverso cui il «seme dell’inquietudine» gettato da Pascoli riemerge nelle pagine di Caproni: l’uso insistito della paronomasia, l’importanza attribuita ai valori fonici e alle notazioni acustiche, la funzione fondamentale della parentesi. Nell’ultimo paragrafo vengono segnalate alcune consonanze di poetica tra Pascoli e Caproni. Parole chiave: Caproni, Pascoli, inquietudine, ritorno al passato, dialogo con i morti.

The essay focuses on the importance of the lesson of Pascoli in the poetry of Giorgio Caproni, from his first poems to the last books of the ’70s and ’80s. The first paragraph analyzes some critical essays, interviews and letters and briefly recalls Caproni’s judgements on the figure of Pascoli, where the word «inquietudine» («anxiety») is meaningfully repeated. In effect, Caproni used to consider the poet of Myricae the first author who introduces in Italian poetic language the «germ of anxiety» that characterizes XXth century poetry. In the second and third paragraph, some textual evidences show that in Caproni’s poetry the lesson of «anxiety», learned from Pascoli, is frequently related to the appearance of some very important themes, as the attempt to come back to childhood and past, the travel, the dialogue with the dead. The fourth paragraph tries to identify more specifically some apparitions of this «germ of anxiety» in Caproni’s pages: the frequent use of paronomasia, the importance of phonetic values and acoustic elements, the very important role of parenthesis. The last paragraph reports some affinities between the poetic of Pascoli and the idea of poetry in Caproni. Keywords: Caproni, Pascoli, anxiety, return to the past, dialogue with the dead.

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